Per chi legge dall'Italia, qui stanno le regole del gioco a distanza e della pubblicità dei bonus, con il controllo che chiunque può fare nell'elenco dei concessionari dell'ADM (l'Agenzia delle dogane e dei monopoli) per sapere se un sito di gioco ha davvero la concessione. Un sito che porta nel nome il «bonus senza deposito» deve dire, prima di tutto, che cosa in Italia non può mostrare, e perché.
Un divieto che non distingue i mezzi
«[…] è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d'azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo […]»
Il divieto viene dal decreto-legge n. 87/2018 (legge di conversione n. 96/2018), che all'articolo 9 proibisce ogni pubblicità, diretta o indiretta, di giochi e scommesse a vincita in denaro, con qualsiasi mezzo: fra i mezzi elencati dal testo in vigore il 4 novembre 2026 figurano i social media e i canali digitali.
Dal 1° gennaio 2019 il divieto copre anche le sponsorizzazioni e ogni comunicazione di contenuto promozionale, fino alla sola citazione di un nome o di un marchio. Ne rispondono committente, proprietario del mezzo o del sito «di diffusione o di destinazione» e organizzatore: il 20 % del valore della pubblicità, minimo 50.000 € a violazione.
Quel minimo, però, non è più assoluto. Con la sentenza n. 172 del 2026 (decisa l'8 luglio, depositata il 20 ottobre, in Gazzetta Ufficiale il giorno dopo) la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il minimo fissato «in ogni caso» e ammesso un importo minore in caso di «manifesta sproporzione» rispetto alla gravità della violazione, all'opera svolta per eliminarne o attenuarne le conseguenze, alla personalità dell'autore e alle sue condizioni economiche.
A contestare e a irrogare le sanzioni è l'AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), mentre l'ADM rilascia le concessioni e vigila sul gioco. Le linee guida approvate dall'AGCOM il 26 aprile 2019 (delibera 132/19/CONS, allegato A) escludono dal divieto, tra l'altro, i servizi di comparazione e, se «di mero carattere informativo», le notizie degli operatori legali sui propri prodotti, «gli eventuali bonus offerti» compresi, purché rispettino continenza, trasparenza e non ingannevolezza (paragrafi 5.5 e 5.6).
A nostro avviso questo sito, che non linka né raccomanda operatori, per l'Italia non ne nomina e non confronta offerte, non ha bisogno di queste esclusioni, sulle quali l'AGCOM, secondo le cronache di settore, ha aperto a ottobre una consultazione (delibera 234/26/CONS).
Concessioni, domini e siti oscurati
Per il gioco a distanza valgono dal 13 novembre 2025 le regole del decreto legislativo n. 41 del 2024: concessioni di nove anni al massimo, rinnovo escluso (articolo 6, comma 3), e per ognuna un solo sito con il «dominio di primo livello nazionale», di proprietà del concessionario e gestito da lui, al quale è vietato affidarlo a terzi, società del gruppo comprese (comma 5, lettera o).
Nell'elenco dei concessionari, che abbiamo letto il 4 novembre 2026 e di cui qui non riportiamo nomi, le concessioni sono 52 e i concessionari 46, ogni riga riporta «Codice concessione», «Concessionario» e «Sito internet», e tutti gli indirizzi finiscono in «.it». Chi nell'elenco non c'è opera senza titolo, e l'ADM fa oscurare i suoi siti a livello di DNS e IP: l'ultimo provvedimento, del 13 ottobre 2026, ne ha aggiunti 381.
Il controllo che si fa da sé
Il decreto obbliga ogni concessionario a mostrare «in modo visibile», sul sito e nelle app, il numero della concessione e il marchio dell'ADM (articolo 6, comma 6, lettera g), e da lì parte il controllo: si cerca il numero nell'elenco e si confronta l'indirizzo che l'ADM gli associa con quello della pagina aperta.
Se l'indirizzo non coincide, a nostro avviso il sito non è quello in concessione, anche se numero e logo sembrano autentici; un numero si copia, una riga dell'elenco no! Il dominio in «.it» lo impone il decreto, ma da solo non distingue il concessionario da chi lo imita.
Età, autoesclusione, aiuto
La soglia è di diciotto anni: «è vietato consentire la partecipazione» dei minori ai giochi pubblici con vincita in denaro, dice l'articolo 24, comma 20, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, e il concessionario deve esplicitare il divieto negli ambienti virtuali di gioco (articolo 6, comma 6, lettera f). L'autoesclusione si chiede all'ADM dalla pagina «Autoesclusione dal gioco a distanza», entrando con SPID nell'«Area riservata».
La pagina d'accesso offre anche la CIE e la CNS, e senza SPID la richiesta va a un concessionario presso cui si ha un conto. Si può scegliere la forma «trasversale», che blocca il gioco a distanza presso tutti i concessionari e impedisce di aprire nuovi conti, oppure un solo concessionario o una categoria di gioco; la durata è a tempo indeterminato (revoca solo dopo nove mesi) o a tempo determinato, fino a 270 giorni, senza revoca anticipata.
Per un colloquio c'è il numero verde 800 558822 dell'Istituto superiore di sanità, che risponde dal lunedì al venerdì, fra le 10 e le 16. Secondo l'ADM il sostegno è «gratuito e anonimo».
Che cosa offre questo sito a chi legge dall'Italia
Di offerte qui non ce ne sono, nonostante il nome del dominio, ma resta utile ciò che non dipende dal paese, cioè il lessico dei tipi di bonus e quello delle condizioni, scritti in tedesco come la versione di questa pagina per l'Alto Adige.
Chi deposita 50 € e riceve 50 € di bonus da rigiocare 35 volte su entrambi deve puntare 3.500 €, e con un ritorno teorico del 96 % perde in media 140 €, 90 € più del bonus: è il conto che il calcolatore della condizione di puntata rifà con qualunque cifra.
Davanti a una pubblicità di bonus restano così due verifiche che nessuno può impedire, la riga dell'elenco che corrisponde, o no, al sito aperto nel browser e il conto delle puntate che quel bonus richiede; la prima riguarda la legge, la seconda soltanto l'aritmetica.
Domande frequenti
La pubblicità dei bonus senza deposito è consentita in Italia?
In linea di principio no: il decreto-legge 87/2018 vieta, all'articolo 9, ogni pubblicità del gioco con vincite in denaro, e le linee guida dell'AGCOM escludono soprattutto le informazioni misurate dei concessionari sui propri prodotti e i servizi di comparazione.
Come si verifica se un sito di gioco ha la concessione ADM?
Si cerca nell'elenco dell'ADM il numero di concessione che il sito deve esporre e si confronta l'indirizzo scritto accanto con quello aperto nel browser.
L'autoesclusione vale presso tutti i concessionari?
Nella forma «trasversale» sì: blocca il gioco a distanza di ogni concessionario e non lascia aprire nuovi conti; si può però limitarla a un solo concessionario o a una categoria di gioco.
A che età si può giocare in Italia?
A diciotto anni: sotto quella soglia la legge vieta di far partecipare i minori a qualunque gioco pubblico che paghi vincite in denaro.